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Tra le linee di intervento previste da AgCom, oltre al monitoraggio continuativo della qualità dell’informazione online – compresa quella politica – anche la vigilanza sul contesto in cui operano le piattaforme online in particolare nel comparto della raccolta pubblicitaria

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha concluso l’indagine conoscitiva su piattaforme digitali e sistema dell’informazione riscontrando molte criticità.

Lo studio di AgCom, condotto in collaborazione con SWG, rivela come provenienza geografica, livello di istruzione e condizione socio-economica siano in grado di influire sulle percezioni e sul riconoscimento delle notizie false.

Anche elementi come il tecnicismo della notizia, l’appartenenza degli argomenti a temi che interessano o meno la persona e la modalità di esposizione alle notizie influenzano in modo rilevante la possibilità di errore nel giudicare affidabile o meno un’informazione.

Di fatto, circa il 60% del campione risulta avere una falsa percezione riguardo a fenomeni misurabili in senso oggettivo in tema di economia, informazioni di tipo scientifico-ambientale, agenda politica, situazione economica, immigrazione, criminalità, lavoro.

Chiudendo l’indagine conoscitiva, “in considerazione delle criticità riscontrate dal lato dell’offerta e della domanda, nonché del percorso istituzionale intrapreso negli ultimi anni nei settori in cui operano le piattaforme online, con particolare riguardo al sistema informativo”, l’AgCom definisce possibili linee di intervento a tutela dell’informazione online che prevedono l’implementazione di un sistema di monitoraggio continuativo della qualità dell’informazione online e analisi dell’impatto dell’intermediazione algoritmica; una vigilanza costante sul contesto in cui operano le piattaforme online, nell’ambito del SIC in particolare nel comparto della raccolta pubblicitaria, fonte primaria di sostentamento dell’informazione online; il monitoraggio dell’evoluzione degli scenari competitivi nei settori di attività delle piattaforme online; sviluppo dell’attività di monitoraggio dei sistemi di misurazione degli indici di ascolto online presenti sul mercato in ragione delle implicazioni che gli stessi comportano per il settore della raccolta pubblicitaria su internet.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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