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  • Anche durante l’emergenza è aumentata la consapevolezza delle persone sulla questione ambientale;
  • Tra Recovery fund e European Green Deal, la Commissione Europea vuole far ripartire l’Europa con investimenti sostenibili;
  • Il Manifesto firmato da oltre 400 imprese italiane chiede alle istituzioni una valorizzazione del green come grande opportunità per l’Italia.

 

Il 2020, oltre che l’anno del Covid, si prevede avrà un clima molto caldo in Europa, dopo che già il 2019 aveva battuto ogni record dal 1979.

In soli 40 anni la temperatura è aumentata di 1,2°C. Sembrerebbe un numero da niente, ma insieme ad altri fattori come la deforestazione e la forte vicinanza tra uomo e animali selvatici, genera reazioni a catena che alterano gli  ecosistemi. Questa è molto probabilmente anche la causa del Covid-19 secondo un report del WWF.

La pandemia che ci ha colpito in questi mesi, sembra aver rimescolato le carte del mondo e generato nelle persone una crescente consapevolezza sul rapporto uomo e ambiente e sull’urgenza di un cambiamento sostenibile, in precedenza solo timidamente avviato.

Una consapevolezza che diventa concreta, nel momento in cui parliamo di ripresa economica.

Come si colloca la questione ambientale nel post-Covid? Come si stanno muovendo le persone, le istituzioni e le aziende?

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Il mondo post-Covid per gli italiani

Uno studio Ipsos condotto dal 21 febbraio al 6 marzo 2020 in 29 nazioni, tra cui l’Italia, ha indagato come il mondo vede il cambiamento climatico e il Covid-19. Per il 71% delle persone il cambiamento climatico deve considerarsi una crisi quanto la pandemia.

Il 63% degli intervistati italiani pensa che nella ripresa economica il governo dovrebbe dare priorità alla questione ambientale. Il 47% è inoltre fortemente d’accordo che dopo la pandemia ci saranno molte più persone che si batteranno attivamente a favore dell’ambiente. A livello politico il 66% non appoggerà un partito che non prenderà seriamente in considerazione il cambiamento climatico.

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Per gli intervistati italiani i problemi ambientali maggiori su cui il governo dovrebbe porre attenzione sono: Aumento delle temperature/cambiamento climatico (44%), inquinamento dell’aria (42%), gestione dei rifiuti (48%).

Per quanto riguarda le azioni in ottica di sostenibilità, l’85% privilegerà prodotti più salutari e migliori per l’ambiente.

Inoltre entro l’anno prossimo gli italiani intervistati pensano di:

  • limitare l’acquisto di prodotti con molto confezionamento (58%);
  • evitare di acquistare nuovi prodotti, favorendo usato o riparazioni (53%);
  • ridurre l’utilizzo della macchina a favore di camminate, bicicletta e mezzi pubblici (50%);
  • risparmiare acqua in casa, riducendo per esempio il tempo della doccia o non innaffiando il giardino (50%);
  • risparmiare energia in casa, con riqualificazione energetica e attenzione ai consumi (48%);
  • mangiare meno carne, sostituendola con alternative come i fagioli (45%)

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Parlando di mobilità sostenibile, in questi giorni è stata approvato con il Decreto Rilancio il bonus bici, che prevede fino al 60%, massimo 500 euro, per l’acquisto di biciclette, eBike, monopattini elettrici e altri dispositivi di micromobilità. Un’azione che insieme a investimenti sulle piste ciclabili potrebbe rivelarsi davvero importante per la qualità dell’aria nelle nostre città. Questo si aggiunge al decreto clima che era stato già approvato lo scorso dicembre.

Un’altro incentivo sostenibile presente nel decreto rilancio è l’ecobonus al 110% per ottenere una detrazione fiscale su interventi di riqualificazione energetica e antisismici sugli immobili, in misura superiore rispetto al costo.

La ripresa economica europea

Il 13 maggio scorso la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ha presentato l’architettura e le caratteristiche del Recovery Fund post-Covid, su cui il Parlamento Europeo dovrà esprimersi.

Si tratta di una pacchetto di ripresa economica che l’Europa mette in campo per risollevarsi, supportando gli Stati Membri, a livello pubblico e privato. Il piano di ripresa sarà interamente erogato attraverso i programmi europei e durerà pochi anni. Già a partire da quest’anno sarà anticipato parte dell’investimento.

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In ottica sostenibilità il Recovery Fund guarda all’European Green Deal, quindi investimenti pubblici e riforme essenziali in linea con le priorità europee: la duplice transizione verso un’Europa climaticamente neutra e un’Europa resiliente e digitalizzata. Ci saranno inoltre ingenti investimenti privati nei settori e nelle tecnologie fondamentali: dallo standard 5G all’intelligenza artificiale, dall’idrogeno pulito all’energia rinnovabile offshore.

LEGGI ANCHE: Dopo il Coronavirus, l’European Green Deal sarà ancora una priorità?

Riprendendo il discorso di Ursula Von der Leyen:

“Prima o poi i nostri scienziati e ricercatori troveranno…


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