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In appena 4 anni Mario è passato da una pagina Facebook a una realtà imprenditoriale con 50 dipendenti e 10 sedi in Italia.

In questo caso studio ti racconterò come Pro-Med, la sua azienda, è riuscita ad affermarsi nel settore della preparazione per i test universitari.

Vedremo come, applicando il Metodo Marketers, Mario e i suoi soci abbiano costruito delle community super-affiatate, arrivando a essere premiati da Facebook e Forbes.

Sei pronto?

Partiamo.


Il primo anno di Pro-Med è stato dannatamente intenso.

In soli 12 mesi sono passati dall’avere una semplice pagina Facebook a entrare in un mercato di aziende che chiedevano 10,000€ a corso, senza grandi esperienze e con una scatola di scarpe.

Tutto era iniziato a febbraio 2016. Mario, studente al primo anno di Medicina, si era ritrovato in camera, annoiato e con un bel po’ di tempo a disposizione.

Cosa fare? Ha pensato bene di aprire una pagina Facebook. Le nozioni dei test erano ancora fresche, ha iniziato a condividerle con altri studenti alle prese con la preparazione.

Ho lanciato una semplice pagina, senza advertising o altre stregonerie. L’ho pubblicata e ho iniziato a sfornare tanto contenuto utile, che, 4 anni fa, nessuno dava nel mio settore.

Devi sapere che, all’epoca, esisteva una piccola galassia di gruppi dove i ragazzi che desideravano entrare a Medicina si ritrovavano per aiutarsi nello studio.

Ben presto però erano diventati dei mercatini in cui venivano sponsorizzati corsi di dubbia qualità a prezzi assurdi.

L’unica cosa che vedevo in questi gruppi era spam. Corso di qua, corso di là, mega offertona su, irresistibile promozione giù. Ogni volta che leggevo questi post, mi chiedevo: è davvero questo il modo migliore per proporre il proprio metodo?

La risposta è stata proprio quella pagina creata quasi per caso.

Da lì è iniziato un percorso che, in 4 anni, ha portato Pro-Med a diventare un’azienda con 50 dipendenti, 10 sedi in Italia e premiata da Facebook e Forbes.

Pro-Med: partire da zero fino a essere premiati da Facebook

Quando ho fondato Pro-Med avevo 19 anni appena compiuti e zero esperienza. Ero uno studente di Medicina al primo anno, avevo appena finito la mia prima sessione universitaria. Non sapevo nulla di business, non sapevo fare niente nel mondo digitale.

Quello che ha inizialmente fatto Mario lo ha differenziato da coloro che all’epoca non sapeva neanche fossero suoi competitor.

Mentre loro pensavano solo a fare pubblicità spinta, lui ha iniziato a condividere gratis il materiale che aveva per prepararsi ai test sui gruppi Facebook in cui era ancora iscritto.

I suoi post risaltavano in quel feed di contenuti promozionali perché erano gli unici effettivamente a dare valore ai membri dei gruppi.

Loro pensavano a fatturare, io a creare una relazione, a dare qualcosa senza aspettarmi nulla in cambio. Per davvero, perché inizialmente non vendevo nulla.

Ogni giorno arrivavano decine di likes alla pagina. In qualche tempo è arrivata a 2.000 mi piace:

A quel punto quindi ho coinvolto nel progetto 3 miei compagni di corso, e abbiamo fatto in modo che quella pagina Facebook diventasse molto di più.

Era aprile 2016, da allora Mario e i suoi 3 nuovi soci non hanno smesso per un secondo di dare contenuto gratuito.

A quel punto hanno aperto un gruppo Facebook, in pochi giorni ha raccolto più di 3.000 iscritti.

L’idea che li guidava – e li guida tutt’ora – e volevano trasmettere era sostanzialmente una:

Gli unici a poterti aiutare concretamente a superare un test di ingresso sono studenti che hanno già superato quel test d’ingresso.

Intanto veniva su una piccola community affezionata e affiatata da un’ambizione in comune. A ogni ora del giorno e della notte migliaia di ragazzi si scambiavano dubbi, consigli e pareri.

Di lì a qualche settimana nasce l’idea di un’iniziativa che, come racconta Mario, «apparentemente sembrava più grande di noi»: un corso di preparazione in aula.

Non ce l’avevano, un’aula. A dirla tutta, non avevano neanche soldi per mettere su tutto ciò che era necessario e tutta la loro esperienza si limitava a 3 esami universitari.

Siamo stati sfrontati, fiduciosi, coraggiosi: ci siamo lanciati e, col passare del tempo, abbiamo acquisito le competenze per rendere tutto quello che ci eravamo prefissati possibile.

Alla fine, anche grazie alla disponibilità di uno studentato bolognese, sono riusciti a organizzare il corso. Si sarebbe tenuto a luglio.

A fine giugno iniziano ogni giorno ad andare live su YouTube, dove avrebbero anche trasmesso in diretta l’evento di formazione:

Le persone potevano seguire gratuitamente il nostro corso e, se volevano, potevano mandarci qualche spiccio su PayPal.

In effetti, non essendo un’azienda, non potevano accettare denaro. Così come la diretta su YouTube anche il corso in aula era a offerta libera.

Abbiamo avuto la brillante idea di prendere una scatola di scarpe, bucarla sulla superficie posteriore e scriverci su una fiancata “Grazie!”.

A quel primo corso si…


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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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