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Google ha eliminato dal suo negozio virtuale di app, Play Store, “circa 600” applicazioni a causa delle pubblicità fastidiose (“disruptive”) veicolate. Lo rende noto l’ansa, citando un post della compagnia. Le app nel complesso risultano essere state installate 4,5 miliardi di volte.

Le pubblicità fastidiose, spiega Google, sono quelle che vengono mostrate agli utenti in modi inattesi, e che interferiscono o addirittura compromettono l’uso delle funzioni dello smartphone. Tra questi annunci, spiega Google, ci sono quelli “fuori contesto”, che gli sviluppatori malintenzionati mostrano quando l’utente non sta usando le loro app.

Contro gli annunci fuori contesto, la società californiana evidenzia di aver sviluppato un nuovo approccio che si basa sul machine learning, cioè sull’apprendimento automatico, che ha contribuito all’eliminazione delle 600 app (comunque una piccola parte rispetto ai 3 milioni di app presenti sullo store)




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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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