fbpx
0

Per qualcuno la scuola è già iniziata, per qualcun altro la data è comunque molto vicine. Uno di quei momenti dell’anno che richiama inevitabilmente tanti ricordi: l’emozione del primo giorno, gli amori tra i banchi, l’arte di schivare gli occhi del professore quando minacciosamente dichiarava “Interroghiamo…”. 

Oggi però siamo qui a chiederci se in futuro la scuola sarà ancora come ce la ricordiamo oppure no. In realtà, in pochi anni, ha già compiuto i suoi cambiamenti in merito a lavagne elettronichetablet e laptop inseriti nella didattica. Intanto, in un sondaggio su debate.org, il 69% dei rispondenti crede che in futuro le scuole non avranno più né insegnanti né libri.

Sarà questa l’evoluzione che dobbiamo aspettarci? Vediamo cosa si sta muovendo.

scuola Italia

Realtà aumentata

Si tratta di una delle tecnologie che viene spesso utilizzata insieme ai dispositivi portatili, come smartphone e tablet.

Utilizzando questa tecnologia, gli studenti saranno in grado di viaggiare e osservare da vicino tutti gli argomenti che desiderano, proprio come se fossero presenti. Un quid in più nell’approfondimento di altre culture, tradizioni, valori e altri aspetti delle diverse nazioni e comunità.

Realtà virtuale

La realtà virtuale (VR) può rivelarsi una tecnologia innovativa nel campo dell’istruzione e aiutare davvero gli studenti a migliorare le loro conoscenze grazie alla simulazione di ambienti.

Le migliori marche come Samsung, Oculus e Google stanno portando avanti questa tecnologia e stanno cercando di eliminarne tutti i punti negativi. La realtà virtuale viene definita una risorsa di apprendimento unica. La maggior parte delle scuole in tutto il mondo sta investendo nella creazione di laboratori di scienze virtuali in cui gli studenti e gli insegnanti saranno in grado di effettuare esperimenti senza alcun pericolo.

Permetterà inoltre agli studenti di partecipare a conferenze globali e di conversare con i migliori oratori e narratori del mondo senza doversi recare fisicamente sul posto.

gaming

Stampanti 3D

Tra gli educatori, hanno un grande potenziale nel campo noto come STEM o scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Ad esempio, gli studenti possono utilizzarle per ricreare un manufatto o un fossile; progettare, costruire e testare ponti.

Ciò è particolarmente utile nell’applicazione dell’apprendimento pratico, che è molto più coinvolgente rispetto all’apprendimento tradizionale del tipo “sedersi e ascoltare”. Realizzare oggetti con stampanti 3D consente agli studenti di immaginareprogettarecrearetoccare, ecc.

Dunque, gli strumenti di apprendimento tecnologicamente avanzati possono consentire ai ragazzi e alle ragazze di oggi di migliorare la concentrazione: molti imparano meglio con un approccio interattivo e visivamente stimolante. Vedere e fare aiuta a creare una vera comprensione, anche se forse bisognerebbe non superare mai certi limiti. 

Secondo un rapporto del McKinsey Global Institute, circa la metà delle attività lavorative odierne potrebbe essere automatizzata entro il 2055. E l’insegnamento?

LEGGI ANCHE: Il rapporto scuola-lavoro in Italia, spiegato con i numeri

L’intelligenza artificiale è nostra amica, o forse no?

Ormai, l’aula scolastica non è estranea all’insegnamento online e al software adattivo. Non sono pochi gli esempi che la utilizzano normalmente: l’intelligenza artificiale di Khan Academy identifica i punti di forza e le lacune di apprendimento degli studenti e regola i contenuti di conseguenza; programmi di valutazione, come MAP e SBAC,  vengono utilizzati sempre più spesso per aiutare a personalizzare i curricula scolastici e distrettuali; software come McGraw-Hill Connect e Aplia consentono agli insegnanti di gestire i corsi per grandi quantità di studenti contemporaneamente. Vari altri programmi di apprendimento online consentono di raggiungere gli studenti che non riescono proprio ad accedere alla classe tradizionale.

Nonostante questo trend, alcuni studi stanno dimostrando che i corsi online di AI e i programmi di valutazione non ottengono i risultati che ci si aspetterebbe. Perché? 

Continua su: Realtà virtuale, stampanti 3D e insegnanti supportati dall’AI: ecco come sarà la scuola del futuro

Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

Leave a Reply