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“In realtà sento di provare empatia per lui: da come si comporta sembra vittima di una rabbia e di un’insicurezza profonda“.

Così parlò Sharon Stone. L’attrice di Basic Instinct e di Casinò è tornata a parlare di Donald Trump dopo circa un mese dallo sfogo su instagram in cui supplicava gli americani di “non votare per un assassino” (il riferimento era alle scarse cautele che, a suo giudizio, il governo stava approntando contro il Covid-19).

Stavolta l’ex modella e attuale produttrice cinematografica, durante un’intervista al Telegraph, ha voluto analizzare dal suo punto di vista la condizione psicologica del presidente degli Stati Uniti, definito “vittima di un trauma infantile” per il modo in cui pensa, parla e agisce.

“Guardo quest’uomo e mi sembra che qualunque siano i suoi traumi, sia ora dedito soltanto alla tortura e a farsi del male da solo e questo sta influenzando anche tante persone che si fanno avanti per correre in suo soccorso”.

Persone che, secondo Sharon Stone, non fanno molto per aiutarlo: “E’ gente che indossa maschere da nazisti, sono vittime anche loro di una cieca rabbia interiore, e quella rabbia deriva dal sentirsi insicuri e poco stimati”

Le elezioni del 3 novembre sono sempre più vicine e l’attivismo dell’attrice porta a scommettere che questo non sarà il suo ultimo pensiero rivolto a Donald Trump.

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Dario

Dario

Dario De Leonardis esiste nell’Internet dalla fine degli anni ‘90. È stato, in ordine sparso: hacker, grafico, web developer, brand designer, analista politico, edonista, spin doctor b-side dell’hinterland tarantino, UI designer, installatore software, attivista per i diritti di tutti quelli che non vogliono togliere diritti agli altri, tecnico informatico, ghost writer, organizzatore eventi, autore satirico, cattivo da fumetto, social media strategist/manager, communication expert e modello. Da curriculum accademico sarebbe critico letterario e teatrale ma si vergogna a dirlo. Ama il cinema d’azione indocinese e il progressive rock del nord-est europa. Tendenzialmente affronta i suoi problemi con il binge watching e il sarcasmo. Sa come si scrive una È maiuscola con l'accento e non con l'apostrofo usando le combinazioni ASCII. È fortemente convinto che una cosa si possa pubblicizzare e vendere anche se non esiste realmente e che un giorno le botnet sui social svilupperanno una coscienza propria e conquisteranno il mondo.

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