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Il multiverso dei supereroi arriva su console e PC con Marvel’s Avengers, il nuovo videogioco di Square Enix e Crystal Dynamics, una delle ultime uscite più attese di questa generazione di hardware. È un complesso multiplayer dove è la storia a guidare l’azione e ogni personaggio ha la propria campagna.

Si inizia con una tragedia: San Francisco è stata attaccata e i Vendicatori non sono riusciti a difenderla. Nello scontro il Golden Gate Bridge è stato distrutto, Capitan America è morto e si è diffusa una sostanza, le Nebbie Terrigene, che trasforma in Inumani chi vi entra a contatto. I Super sono stati messi al bando e devono fare i conti con le conseguenze del proprio fallimento. Non è la classica storia di supereroi.

Ne parliamo con Shaun Escayg, direttore del progetto negli studi di Crystal Dynamics e in passato all’opera su Uncharted: The Lost Legacy, The Last of Us e i film Outlander e Scott Pilgrim vs the World. Si collega su Zoom con lo sfondo virtuale del Golden Gate.

In Marvel’s Avengers i supereroi hanno fallito e la comunità ne ha pagato il prezzo. Sta cambiando il ruolo dei supereroi?

“Sì, ed è il cuore dell’intero videogioco. La gente si chiede: Chi sono gli Avenger? Sono degli esseri potenti estremamente pericolosi? E noi siamo alla loro mercé? La nostra storia vuole mettere in discussione l’idea di supereroe. Ma lo fanno anche i nostri protagonisti. Prendiamo Bruce Banner: ha sempre dovuto lottare con Hulk. E ora lo vediamo alle prese non solo con quello che è dentro di lui, ma anche con il concetto stesso di Avenger. Tutti si chiedono: qual è il costo da pagare per salvare la Terra? Ne vale la pena? E la gente ci accoglierà anche se falliremo? Questo è quello che vogliamo esplorare. Cosa accade quando il prezzo del fallimento è troppo alto. Nel gioco la gente è arrabbiata per l’esplosione di San Francisco, molte persone sono rimaste infette e hanno persino perso il loro Cap”.

Uno dei personaggi giocabili è Kamala Khan, Ms Marvel, la prima eroina musulmana del multiverso. Qual è il suo ruolo nel videogioco?

“Lei è una superfan degli Avenger e rappresenta noi giocatori. Era andata a San Francisco in cerca del suo posto nel mondo, ma poi è stata coinvolta nell’esplosione ed esposta alle Nebbie. È il personaggio ideale per permetterci di esplorare gli altri Super, perché è l’unica che dopo tanta tragedia li vede ancora come degli eroi necessari. Non crede che siano gli Avenger i colpevoli del disastro e la sua determinazione spinge gli altri a ritornare uniti”.

Quali fumetti hanno ispirato il videogioco?

“Di certo la serie di Kurt Busiek e Alex Ross su Philip Sheldon. È questo reporter sul campo che segue i supereroi mentre scatenano il caos in alto nel cielo e ne mette in discussione il ruolo. E poi direi la serie di Kamala Khan. Ho letto tutto di lei per capire come se la sarebbe cavata nel mondo che abbiamo creato”.

Queste storie saranno canoniche o, quando lavorate ai videogiochi, potere creare con più libertà perché sapete che non lo…


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