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Alla fine Twitter ha deciso di chiudere definitivamente l’account di Donald Trump, e tanti saluti ai suoi 88,7 milioni di followers. La decisione, presa mentre in Italia era notte, è stata motivata dal «il rischio che inciti la violenza» anche in vista dell’insediamento di Joe Biden alla casa bianca. Dopo il blocco, Trump ha twittato dall’account ufficiale Potus, ma anche qui lo staff di Twitter non ha impiegato molto tempo a cancellare i post, scatenando la rabbia di molti repubblicani e dello stesso Trump, che adesso valuta di aprire una sua piattaforma social.

La spiegazione ufficiale di Twitter

Twitter, dopo aver bloccato l’account di Trump, che era uno dei più seguiti e influenti al mondo, ha spiegato in un post ufficiale anche il perché di questa mossa. “Dopo aver rivisto i recenti tweet da @realDonaldTrump, – hanno scritto dal Market Street (dove ha sede, a San Francisco, la società di Dorsey) – abbiamo deciso di sospendere permanentemente l’account per il rischio di ulteriore incitamento alla violenza”. E circa la cancellazione dei tweet sull’account ufficiale @Potus, la decisione è stata motivata così: “Usare un altro account per evitare la sospensione è contro le nostre regole – ha spiegato un portavoce di Twitter – Abbiamo quindi preso provvedimenti contro i recenti tweet sull’account @POTUS“. La società di Dorsey ha precisato che “gli account governativi come @POTUS e @WhiteHouse non verranno sospesi in modo permanente, ma adotteremo misure per limitarne l’utilizzo”.

La lettera dei dipendenti di Twitter

Poche ore prima che da Twitter arrivasse la sospensione permanente dell’account di Trump, centinaia di dipendenti della stessa società avevano scritto una…


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