Anche Unilever come Procter& Gamble (e diversamente da Coca-Cola) non cede di fronte alla pandemia e decide di mantenere inalterata la spesa riservata alla pubblicità.

La multinazionale del largo consumo anglo-olandese rivede però il proprio modus operandi anche in questo settore e, come ha spiegato il direttore generale Alan Jope nel corso della conferenza call sui risultati del primo trimestre, «ha deciso di interrompere la produzione delle principali campagne pubblicitarie e di cambiare le modalità di investimento al fine di poter contare su una comunicazione più efficace”.

Il gruppo ha ad esempio limitato la spesa pubblicitarie su quei media, come l’outdoor, duramente colpiti dalla pandemia e dal misure messe in atto per contrastare. Dall’altro lato la pubblicità del gruppo sta sostenendo quei settori che stanno crescendo di più in queste settimane, come l’home care, il food, i prodotti per l’igiene e per la cura delle pelle.




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