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Basterebbe questo messaggio chiarificatore di Niamh Sweeney, direttore per le politiche aziendali di WhatsApp, per far cadere tutto ciò che si sta dicendo negli ultimi giorni a riguardo di un aggiornamento delle policy dell’app usata dalle persone in tutto il mondo.

“Io non twitto argomenti di lavoro, ma questa è una cosa seria. È stato riportato scorrettamente che gli ultimi Termini di Servizio e Privacy Policy di WhatsApp richiederà, agli utenti nell’Unione Europea, di condividere i loro dati con Facebook per continuare a usare il servizio. Questo è falso. Non ci sono cambiamenti con le politiche relative alla condivisione di dati, relativamente all’Eurozona, nemmeno con questo aggiornamento. Ancora adesso WhatsApp non condivide dati con Facebook per migliorare i propri prodotti o messaggi pubblicitari, sempre nell’Eurozona. Cosa che precisiamo sul nostro sito. Il nostro ultimo aggiornamento sulla Privacy Policy serve a provvedere informazioni più chiare e dettagliate su come e perché usiamo i dati. Serve per migliorare come le imprese possono usare WhatsApp per collegarsi ai clienti. La politica aggiornata spiega come le imprese possono usare le API di Whatsapp per comunicare con gli utenti, usando un servizio fornito da Facebook per gestire le chat coi consumatori”.

Cosa è successo

Eppure, l’utente del web ne sa una più di quel diavolo di Zuckerberg, a quanto pare. Tanti, troppi, hanno espresso il loro desiderio di rinunciare alle spunte blu per dire basta a questa autarchia, che mette nelle mani di una sola persona le informazioni di 1 miliardo e 600 milioni di iscritti.


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