Il governo degli Stati Uniti ha imposto un brusco stop ad Anthropic, ordinando la sospensione immediata dell’accesso ai suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, per tutti i cittadini stranieri. La decisione, motivata da stringenti ragioni di sicurezza nazionale, evidenzia il crescente timore di Washington riguardo alle potenzialità offensive di queste tecnologie nel campo della cybersicurezza.
Siamo alle solite: quando la tecnologia corre più veloce della burocrazia, scatta il panico da “sicurezza nazionale”. Secondo quanto riportato da Digitaltrends, Anthropic è finita di nuovo nel mirino di Washington, costretta a castrare le proprie creature, Fable 5 e Mythos 5, impedendone l’uso persino ai propri dipendenti stranieri sul suolo americano. Una mossa che puzza di paranoia geopolitica, mascherata dalla solita retorica del rischio “jailbreak”. È mai possibile che un’azienda debba subire il blackout dei propri modelli perché qualcuno, da qualche parte, ha trovato il modo di aggirare un filtro?
Il nocciolo della questione è che Mythos 5 non è il solito chatbot per scrivere poesie mediocri, ma un sistema capace di scovare e sfruttare vulnerabilità software con un’efficienza inquietante. Proprio questo talento lo aveva reso appetibile alla NSA e ad altre agenzie governative che, ironicamente, ora sembrano terrorizzate dall’idea che quegli stessi strumenti finiscano nelle mani sbagliate. Anthropic ha cercato di correre ai ripari con Fable 5, una versione “addomesticata” con guardrail più severi, ma l’ennesimo scontro con il Pentagono dimostra che il confine tra innovazione e arma digitale è ormai totalmente sfumato.
La danza ipocrita tra sorveglianza e sicurezza
Non è la prima volta che Anthropic e il governo si prendono a testate. Ricordiamo tutti quando l’azienda si è rifiutata di rimuovere le restrizioni che impedivano a Claude di essere utilizzato per lo sviluppo di armi autonome e sistemi di sorveglianza di massa. Da una parte lo Stato vorrebbe un’IA-sentinella pronta a colpire, dall’altra trema all’idea che questi sistemi possano essere violati. Il risultato? Un braccio di ferro dove a farne le spese è la libertà di ricerca. Anthropic sostiene che il famigerato bypass sia di entità minore, ma per il governo “meglio prevenire che curare” è diventato l’alibi perfetto per esercitare un controllo asfissiante.
Il punto è che se Mythos 5 è davvero in grado di identificare falle critiche a un livello superiore rispetto agli altri modelli pubblici, i suoi guardrail non possono essere semplicemente “buoni”, devono essere blindati. Ma chi decide quando è il momento di staccare la spina? La sensazione è che si stia giocando una partita dove le regole cambiano a seconda dell’umore delle agenzie di intelligence. Mentre Anthropic cerca di minimizzare l’efficacia del sedicente jailbreak, Washington ha già emesso la sentenza: nel dubbio, si chiude tutto. Una posizione difendibile, forse, ma che mette a nudo quanto sia fragile e politicamente influenzabile il futuro dell’intelligenza artificiale.
Digital Trends, RyanDonegan / Flickr
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