Google condivide i dati sull’alfabetizzazione digitale e sull’uso dell’intelligenza artificiale tra gli adolescenti

In mezzo a vari dibattiti sui pericoli dell’accesso a Internet per gli adolescenti e sui controlli che possono essere implementati per proteggere i giovani utenti, Google ha pubblicato un nuovo rapporto che analizza come gli adolescenti europei utilizzano la tecnologia più recente e i relativi rischi e opportunità educative basate su di essa.

Il nuovo “Rapporto sul Futuro” di Google, creato in collaborazione con la società di consulenza giovanile Livity, incorpora i dati di oltre 7.000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 18 anni in Irlanda, Polonia, Grecia, Spagna, Italia, Francia e Svezia.

L’intero rapporto di 77 pagine copre una serie di aree chiave di interesse, tra cui l’educazione digitale, la dipendenza dai social media e dalle piattaforme digitali, l’uso crescente dell’intelligenza artificiale e altro ancora.

E ci sono molte informazioni utili, per genitori e marketer, contenute al suo interno.

Innanzitutto, il rapporto analizza il modo in cui gli adolescenti considerano i vantaggi della connettività online e cosa fanno online.

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Come puoi vedere in questo grafico, il tempo libero/intrattenimento è la ragione principale per cui gli adolescenti utilizzano internet, mentre il mantenimento dei contatti con gli amici e l’approfondimento dei loro interessi si collocano subito dopo.

Il che non è una vera sorpresa, anche se è degno di nota il modo in cui gli adolescenti trovano nuove cose sul web:

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L’amplificazione algoritmica gioca un ruolo fondamentale nel mostrare agli utenti le cose che potrebbero interessargli, il che sottolinea il potere che le piattaforme sociali hanno nel guidare il pensiero degli adolescenti e nell’influenzare gli interessi in base alla ponderazione algoritmica.

Questo può essere un problema o meno, a seconda di chi è a capo di questi algoritmi e di quanta fiducia sei disposto a riporre in loro. Ma è una considerazione interessante. La Cina, ad esempio, attua controlli più severi sull’amplificazione algoritmica nelle applicazioni di social media locali rivolte agli adolescenti per evitare che tendenze antisociali o dannose prendano piede.

L’intuizione suggerisce che questo potrebbe avere un impatto significativo su comportamenti più ampi.

Il rapporto esamina anche il ruolo che i contenuti video, in particolare, svolgono nella vita degli adolescenti moderni:

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Si può dire che i video esercitano un’influenza significativa sulla cultura degli adolescenti dell’Unione Europea, con YouTube che è uno dei motori principali dell’impegno e delle tendenze degli adolescenti in generale.

Il rapporto analizza anche l’adozione dell’IA e il modo in cui gli adolescenti considerano gli strumenti di IA più recenti.

Gli adolescenti stanno sicuramente adottando chatbot e app di IA:

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La maggior parte degli adolescenti conosce gli strumenti di IA e li incorpora nelle loro attività quotidiane: l’uso più comune dell’IA è quello di svolgere i compiti scolastici:

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Molti adolescenti affermano anche che gli strumenti di IA li aiutano a migliorare la loro creatività ed è interessante considerare l’impatto più ampio di questo cambiamento e come gli adolescenti che cresceranno d’ora in poi non conosceranno un mondo in cui gli strumenti di assistenza IA non sono mai esistiti.

Questo cambierà il paradigma dell’istruzione in generale e porrà sempre più l’accento sull’uso di strumenti di IA per la formazione, in un numero sempre maggiore di contesti. Ciò solleva questioni di affidabilità e, in questo contesto, gli adolescenti stanno imparando a verificare le informazioni che vengono loro presentate online e negli strumenti di IA.

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L’alfabetizzazione digitale sta diventando un aspetto ancora più importante, perché nella maggior parte dei casi gli strumenti di IA si limitano a riassumere ciò che è già disponibile sul web e, senza un certo livello di analisi critica, spesso possono portare a risultati errati e/o fuorvianti.

Il modo per risolvere questo problema è assicurarsi di non affidarsi alle risposte dell’IA in modo isolato e di utilizzarle come una guida, una lezione importante che tutti gli utenti del web devono tenere presente.

Questo è un altro elemento della relazione:

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Questo è un punto chiave: i bambini si rivolgono ai genitori per essere guidati verso informazioni affidabili e, di conseguenza, anche i genitori devono assicurarsi di essere in grado di rispondere a queste domande.

È probabile che molti non siano in grado di farlo e vale la pena notare che gli adolescenti più grandi non fanno più tanto affidamento sui genitori in questo senso.

“All’età di 13-15 anni, più della metà degli adolescenti (54%) si rivolge a genitori o tutori fidati per imparare sane abitudini online.Ma all’età di 16-18 anni, questo numero scende a meno di uno su cinque (19%), suggerendo che il momento migliore per i giovani per imparare una buona igiene online è quando sono ancora più aperti alle conversazioni con gli adulti della loro vita”

Quindi, per prima cosa, i ragazzi hanno bisogno di una maggiore educazione digitale in giovane età, da parte di fonti fidate e informate. Ma anche i genitori devono stare attenti al fatto che gli adolescenti più grandi li ignoreranno e che, in un momento cruciale per la potenziale esposizione e i danni, non cercheranno più questi consigli, almeno da parte loro.

In un’epoca di rapidi cambiamenti tecnologici, questo è un altro elemento di preoccupazione.

Quali sono quindi i risultati principali di tutto questo?

La lezione principale è che i governi devono concentrarsi maggiormente sull’educazione all’alfabetizzazione digitale, dagli impatti degli algoritmi ai difetti delle risposte generate dall’intelligenza artificiale, fino alle abitudini di sicurezza adeguate nelle interazioni online.

Molte regioni stanno cercando di innalzare l’età di accesso ai social media per limitare i potenziali danni, ma l’analisi di questo caso mostra che l’accesso all’intelligenza artificiale e ai video (tramite YouTube) è un problema altrettanto importante, mentre i benefici sociali della connessione online potrebbero essere significativamente influenzati da tale aumento.

L’educazione, soprattutto tra gli adolescenti più giovani, è il passo fondamentale. Sebbene anche un livello di protezione attraverso un maggiore controllo dell’età sia utile, il futuro è già qui in termini di utilizzo degli strumenti digitali da parte dei giovani per conoscere il mondo.

I governi dovrebbero inoltre impegnarsi per capire meglio l’amplificazione algoritmica tra gli adolescenti e quali tutele possono essere implementate a questo livello, mentre le scuole dovrebbero investire nell’educazione digitale dei genitori per raggiungere meglio i giovani utenti.

Puoi consultare l’intero “Rapporto sul futuro” dell’UE qui.

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