Google porta Deep Research su Gemini Live

Google ha annunciato l’integrazione dello strumento Deep Research all’interno dell’interfaccia vocale di Gemini Live, consentendo agli utenti di smartphone di avviare analisi complesse e ricerche approfondite a mani libere. La novità punta a rendere l’assistente virtuale più versatile, gestendo indagini dettagliate in background mentre l’utente svolge altre attività sul dispositivo.

Secondo quanto riportato da Digitaltrends, la nuova funzionalità è in fase di distribuzione per tutti gli utilizzatori dell’app Gemini. Il funzionamento è concepito per ottimizzare i tempi: una volta avviata una richiesta complessa tramite Gemini Live, l’intelligenza artificiale procede con l’analisi del web in autonomia, inviando una notifica quando il dossier strutturato è pronto per essere consultato.

Come funziona l’indagine avanzata

Il panorama dei modelli generativi vede ormai la presenza di strumenti analoghi anche su piattaforme concorrenti, come accade con ChatGPT o Claude. L’approccio di Gemini si distingue per la capacità di scandagliare molteplici fonti, elaborare note bibliografiche dettagliate e attingere persino a documenti e file presenti nei servizi collegati, come Drive o Gmail, qualora siano stati abilitati i relativi permessi.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la continuità operativa: gli utenti possono avviare una sessione vocale, bloccare lo smartphone e riprendere il dialogo in un momento successivo senza interrompere il flusso di lavoro. È possibile passare in qualsiasi istante dalla voce alla scrittura per porre domande di approfondimento sul testo elaborato, evitando di dover reimpostare i parametri della ricerca da zero.

La novità si inserisce all’interno di un pacchetto di aggiornamenti presentato da Google per supportare l’apprendimento e lo studio, che include anche quaderni digitali e visualizzazioni interattive. L’accesso a Deep Research tramite voce non rimane tuttavia un’esclusiva per il settore educativo, ma è destinato a tutta la base utenti dell’assistente.

Crediti: Google

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