Un recente studio pubblicato dalla rivista Nature rivela come l’algoritmo di X, sotto la gestione di Elon Musk, sia diventato una macchina di propaganda conservatrice capace di influenzare attivamente le opinioni politiche degli utenti, penalizzando sistematicamente i media tradizionali e spingendo gli elettori indipendenti verso posizioni di destra radicale attraverso un meccanismo di esposizione forzata nel feed “Per Te”.
Non avevamo certo bisogno di uno scienziato per capire che X (ex Twitter) fosse diventato il parco giochi personale della destra globale, ma ora abbiamo la conferma empirica che il “giocattolo” di Elon Musk è truccato. Secondo quanto riportato da Nature, il social network non si limita a ospitare il dibattito, ma lo manipola attivamente. Lo studio evidenzia in modo inequivocabile come l’algoritmo di X modelli gli atteggiamenti politici dei suoi utenti, agendo come un megafono deformante che amplifica le voci conservatrici a scapito di qualsiasi altra prospettiva. Chi ancora crede nella favola della “piazza digitale libera” farebbe bene a svegliarsi: siamo di fronte a un esperimento di ingegneria sociale su vasta scala.
La metodologia della ricerca è spietata nella sua semplicità: cinquemila partecipanti sono stati monitorati per sette settimane, divisi tra chi utilizzava il feed cronologico e chi subiva quello algoritmico. Risultato? Chi è stato esposto alle “scelte” di Musk ha mostrato uno spostamento radicale verso destra. Non è un caso, è una strategia. Ed è una strategia che trova conferme ovunque: lo scorso anno Sky News ha condotto un esperimento di un mese su X confermando un pregiudizio sistemico verso contenuti di estrema destra. Anche testate come il Wall Street Journal e il Washington Post hanno smascherato questo meccanismo di amplificazione artificiale che premia la propaganda repubblicana mentre soffoca l’informazione verificata.
La dittatura del feed “Per Te”
Il vero problema non è solo ciò che viene mostrato, ma ciò che viene intenzionalmente nascosto. L’algoritmo di Musk non si limita a promuovere attivisti conservatori; esso “demolisce” attivamente i post dei media tradizionali, alimentando un clima di sfiducia che serve solo al padrone del vapore. Ecco i punti chiave emersi dalla deriva autoritaria della piattaforma:
- Effetto Persistente: Una volta che l’algoritmo ti spinge a seguire certi account, l’influenza resta anche se smetti di usare il feed IA.
- Manipolazione del Reach: Mentre l’Università del Queensland pubblicava un rapporto sulla spinta pro-repubblicana, emergeva che l’algoritmo di X cerca specificamente di aumentare la portata dei post di Musk.
- Attacco all’Informazione: Musk, con i suoi 234,8 milioni di follower, guida la carica contro la stampa, mentre mette regolarmente in dubbio la validità dei report giornalistici.
Il paradosso finale è che il feed algoritmico “droga” l’utente, spingendolo a passare più tempo sull’app rispetto a chi usa l’ordine cronologico. Siamo intrappolati in un ciclo di rabbia e faziosità progettato per massimizzare il profitto e l’influenza politica di un singolo uomo. Se vogliamo davvero salvare la democrazia digitale, forse è giunto il momento di pretendere l’eliminazione totale dell’amplificazione algoritmica. Senza il trucco del feed “Per Te”, i deliri di Musk e dei suoi seguaci tornerebbero a essere ciò che sono realmente: rumore di fondo in una piazza che ha smesso di ascoltare.
Consulente di comunicazione, social media, SEO ed e-commerce. Grafico, web designer, impaginatore, copertinista e addentrato quanto basta in tutto ciò che riguarda l’Internet. Appassionato di narrativa, arti visive e cinema di menare. Nerd. Gamer.
Vivo e lavoro come freelancer in provincia di Taranto.


