Meta ti regala un pinguino che tiene il diario. Lo leggono gli inserzionisti

Meta presenta la sua nuova app come un diario quotidiano travestito da animaletto. La definizione è sua, riportata da Engadget, ed è più onesta di qualsiasi analisi. Waddle World ti fa allevare un pinguino a 16 bit: gli racconti a voce com’è andata la giornata e lui ti tiene il diario. Il problema è chi altro lo legge.

Prima va chiarita una cosa che sui titoli gira sbagliata. Sulla scheda dell’App Store l’app è vietata ai minori di 18 anni, ed è Meta stessa a scrivere che per usarla bisogna essere maggiorenni. È un’app per adulti fatta con la grafica che piace ai bambini: il pulcino che esce dall’uovo, i pixel grossi, niente punteggi.

Funziona su iOS e Android, per ora solo nelle Filippine, e Meta non ha risposto alle domande su un’uscita in altri paesi: lo ha verificato Ivan Mehta su TechCrunch. Il pinguino scrive la voce di diario accompagnata da un disegno, e una volta a settimana ti manda un’email basata su quello che ha imparato di te.

Chi legge il diario

Quello che racconti al pinguino non resta tra voi due. L’etichetta privacy compilata da Meta elenca dieci categorie di dati raccolti: posizione approssimativa, email, nome, audio, contenuti di gioco, identificativi dell’utente e del dispositivo, dati pubblicitari. E alla voce pubblicità di terzi non c’è una parte di quell’elenco: c’è tutto.

L’altra app uscita in questi giorni funziona allo stesso modo. Style Sketch ti propone come abbinare i vestiti che hai già, ed è disponibile in Indonesia, Singapore e Thailandia. Il guardaroba non lo devi caricare tu: colleghi Instagram e Facebook, il sistema tira fuori i vestiti dalle foto che hai pubblicato negli anni e te li prova addosso su un modello virtuale con la tua corporatura e il tuo colore di pelle.

Anche questa è vietata ai minori. Nella sua etichetta, sempre alla voce pubblicità di terzi, l’elenco è ancora più lungo: cronologia degli acquisti, contatti, foto, cronologia di ricerca e di navigazione. E in fondo c’è una categoria che Apple chiama informazioni sensibili.

Perché il limite dei 18 anni conta

Meta il limite d’età non l’ha messo per scrupolo: l’ha imparato a sue spese. Il 23 gennaio ha sospeso in tutto il mondo l’accesso dei minori ai personaggi con IA nelle sue app, bloccando anche chi si dichiara adulto ma che il sistema di stima dell’età sospetta minorenne. Fino a quando la nuova versione non sarà pronta, aveva scritto l’azienda, i ragazzi non potranno più usare i personaggi con IA.

Dieci mesi dopo la stessa azienda lancia un pinguino che ti chiede com’è andata la giornata. Sulla carta è tutto in regola, perché il limite dei 18 anni c’è. Ma i pixel grossi e l’uovo che si schiude non sono un omaggio nostalgico per i quarantenni: servono a far abbassare la guardia. E di app così ne arriveranno molte altre, ha detto Zuckerberg, perché con l’IA svilupparle è diventato veloce.

Quanto è costata a Meta la gestione dei minori finora lo sappiamo già: 18 miliardi di patteggiamento con limiti per i ragazzi, una firma che YouTube non ha messo, e una condanna da 25 miliardi in New Mexico che rispetto alla richiesta iniziale è già uno sconto dell’89 per cento. E su quanto credere alle descrizioni ufficiali di Meta c’è il caso di Muse, l’agente che doveva essere autonomo e al telefono passava la chiamata a un call center.

Un diario che si fa raccontare la tua giornata e passa tutti i dati a inserzionisti terzi non è un diario, e il problema non è il limite d’età. Meta lo ha detto chiaramente: travestito da animaletto. Solo che sotto il travestimento c’è una raccolta di dati.

Immagini: Meta (schede App Store Waddle World e Style Sketch).

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