OpenAI ha alzato il prezzo di ChatGPT senza toccare il listino. Il 29 settembre, al DevDay di San Francisco, ha presentato Pro 500, un abbonamento individuale da 500 dollari al mese. Nello stesso giorno ha fatto sapere che dal 30 ottobre il piano da 200 dollari conterrà la metà di quello che contiene adesso. È la sgrammatura applicata al software: la confezione resta identica, dentro ce n’è meno, e nessuno deve spiegare un rincaro perché formalmente il rincaro non c’è.
I numeri del taglio sono questi. Il monte utilizzi del Pro 200 dentro ChatGPT Work e Codex, i due ambienti di lavoro e di scrittura di codice, scende da venti volte a dieci volte quello del piano Plus. I messaggi settimanali con il modello GPT-6 Pro passano da 200 a 100. Chi è già abbonato tiene i limiti vecchi fino al 29 ottobre, poi entra nella soglia nuova come tutti gli altri.
Conviene fare la divisione, perché è lì che la manovra si vede. OpenAI scrive che il Pro 500 offre 25 volte il monte utilizzi di Plus, che costa 20 dollari al mese. Venti dollari per unità. Il Pro 200, finché vale venti volte Plus, ne costa dieci. Dopo il 30 ottobre, a dieci volte Plus, ne costa venti. Il piano intermedio non viene ridotto: viene riportato al prezzo unitario del piano nuovo. Il listino non si muove perché il movimento è tutto dall’altra parte.
Il pacco è lo stesso, il fondo arriva prima
Il piano da 200 dollari, che OpenAI aveva chiuso ai nuovi iscritti, è tornato acquistabile proprio nella versione ridotta. Chi lo compra oggi porta a casa lo stesso nome di settembre e metà prodotto.
Quello che il Pro 500 ha in più, e che gli altri piani individuali non hanno, è la velocità. Si chiama Ultrafast ed è una corsia premium: fino a 300 token al secondo in Codex, otto volte la generazione normale, e sei volte nell’interfaccia per sviluppatori. Nessun miglioramento del ragionamento, nessuna funzione nuova: le stesse risposte, più in fretta, riservate a chi sta sul gradino più alto o ha un contratto aziendale.
Ai vecchi abbonati OpenAI riconosce un credito una tantum da 2.500 dollari in utilizzi, che scade a dicembre. Un cuscinetto di due mesi scarsi, dopodiché il piano è quello nuovo e il credito è finito. L’azienda ha aggiunto una promessa: il tetto delle cinque ore, che aveva sperimentato in precedenza, non torna.
Chi paga di più e chi riceve di meno
Nello stesso annuncio OpenAI ha presentato i dots, agenti che restano accesi e lavorano per conto dell’utente, e li ha messi sui piani Pro e Business Premium nei mercati idonei. L’espressione fa il suo lavoro: dice che qualcuno resta fuori senza dire chi. Il recap elenca oltre venti annunci e un primato, 1,2 miliardi di utenti settimanali, e in nessun punto nomina la riduzione del Pro 200.
I mercati non idonei, per adesso, sono lo Spazio economico europeo, la Svizzera e il Regno Unito: l’ha precisato l’azienda in una nota alla stampa. Un abbonato milanese e uno di Austin pagano la stessa cifra per lo stesso piano, e solo uno dei due riceve la funzione di punta. Anche questa è sgrammatura, applicata alla geografia invece che al listino: il pacco è identico in tutti i supermercati, cambia solo quanto pesa quando lo apri.
Crediti immagini: OpenAI



