UE: proposta per vietare i social ai minori di 13 anni

Secondo quanto riportato da Digitaltrends, la Commissione Europea ha presentato l’EU KIDS Act, una proposta legislativa volta a limitare drasticamente l’accesso ai social media e ai servizi digitali per i minori. L’iniziativa mira a introdurre divieti assoluti sotto i 13 anni e limiti di utilizzo per gli adolescenti, imponendo severe sanzioni alle piattaforme tecnologiche non conformi per tutelare la salute mentale dei più giovani.

Il progetto dell’Unione Europea prevede regole differenziate in base alla fascia d’età del pubblico giovane. I bambini al di sotto dei 13 anni non potranno in alcun modo aprire un profilo sui social media. Per la fascia compresa tra i 13 e i 14 anni, la proposta di legge denominata EU KIDS Act stabilisce che la creazione degli account sia subordinata alla supervisione dei genitori o dei tutori legali. Questi ultimi avranno la gestione di profili limitati che prevedono un tetto massimo di utilizzo pari a un’ora al giorno. Solo al compimento dei 15 anni i ragazzi potranno registrare account indipendenti, sebbene le piattaforme debbano garantire tutele specifiche per tutti i minori fino al compimento dei 18 anni.

Trasparenza e nuovi obblighi per le grandi piattaforme

Le nuove restrizioni non saranno limitate ai classici social come TikTok e Instagram, ma riguarderanno anche YouTube, i chatbot basati sull’intelligenza artificiale e i videogiochi online. Le aziende tecnologiche avranno l’obbligo di eliminare i meccanismi di design studiati per generare dipendenza e dovranno inviare in anticipo piani operativi dedicati alla sicurezza dei minori. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha chiarito che l’onere della prova spetterà alle piattaforme, chiamate a dimostrare la sicurezza delle proprie architetture digitali prima dell’immissione sul mercato. Le società che violeranno la direttiva rischieranno sanzioni fino al 6% del loro fatturato globale annuo.

Nodi tecnici sulla verifica dell’età e tempi di approvazione

Per la verifica dei dati anagrafici, l’Unione Europea prevede l’adozione di un’applicazione specifica basata su crittografia zero-knowledge proof, in grado di attestare il rispetto del requisito di età senza rivelare l’identità dell’utente al servizio online. Ciononostante, alcuni critici mantengono forte perplessità sull’obbligo di verificare l’età in rete per via delle possibili implicazioni sulla riservatezza dei dati. Sul fronte dei controlli reali emergono inoltre dubbi applicativi: in Australia, dove lo scorso anno è stato introdotto un blocco per i minori di 16 anni, i giovanissimi sono riusciti a proseguire nell’uso delle piattaforme aggirando i sistemi di controllo.

L’EU KIDS Act deve ancora ricevere il via libera definitivo dal Parlamento Europeo e dagli Stati membri per diventare legge a tutti gli effetti. Il dibattito legislativo potrebbe comportare modifiche al testo originario e, al momento, non è stata fissata una data ufficiale per l’entrata in vigore delle regole. Fino all’approvazione finale, le famiglie e le società del settore non dovranno apportare alcun cambiamento immediato alle proprie abitudini o infrastrutture digitali.

Foto: Unsplash | Kelly Sikkema / Unsplash

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