Meta blocca gli annunci politici per otto giorni, ma solo quelli che non sono già in onda

Le inserzioni politiche nella libreria pubblicitaria di Meta

Dal 27 ottobre al 3 novembre Meta non accetterà nuove inserzioni politiche negli Stati Uniti, in vista delle elezioni di metà mandato. La misura è stata annunciata il 6 ottobre e vale per gli annunci su elezioni, politica e questioni sociali. Gli annunci che hanno già collezionato almeno una visualizzazione prima di quella data restano in onda per tutti e otto i giorni.

Dentro la finestra, un inserzionista può ancora modificare tre cose: l’offerta, il budget e la data di fine della campagna, oltre a mettere in pausa o riattivare gli annunci. Non può toccare la creatività, il targeting, il posizionamento o l’ottimizzazione. Tradotto: il messaggio resta congelato, i soldi dietro al messaggio no.

Le date che contano davvero, quindi, sono due e cadono prima. Entro il 13 ottobre va completata la procedura di autorizzazione, con il disclaimer approvato. Entro il 20 ottobre vanno inviati gli annunci, perché abbiano il tempo di essere approvati e di produrre quella prima visualizzazione che vale il lasciapassare per l’ultima settimana.

Il silenzio che amplifica

La motivazione ufficiale è che nei giorni finali di una campagna elettorale non c’è abbastanza tempo per contestare le affermazioni nuove. Il ragionamento regge per le affermazioni, non per la spesa. Immigrazione e criminalità sono due delle dieci voci che Meta classifica come questioni sociali, insieme a economia, armi, salute, istruzione e politica estera. Chi ha preparato per tempo una campagna su una di queste può triplicare il budget il 28 ottobre e spingere lo stesso identico messaggio su un pubblico molto più largo. Nessuno potrà rispondergli con un annuncio nuovo.

Non è nemmeno una legge. Negli Stati Uniti il silenzio elettorale non esiste, e questa è una regola che una società privata si dà da sola, con le proprie eccezioni e le proprie scadenze. Meta la applica dal 2020, ripetuta nel 2022 e nel 2024, e in sei anni il meccanismo delle inserzioni già pubblicate non è cambiato.

Per chi lavora con le campagne la lezione operativa è noiosa e conviene dirla lo stesso: il 20 ottobre è una scadenza vera, e chi la manca resta fuori dall’ultima settimana. Per tutti gli altri la lezione è un’altra, e sono sei anni che è la stessa.

Per otto giorni nessuno potrà dire niente di nuovo. Chi l’ha già detto potrà solo dirlo più forte.

Crediti immagini: Meta

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