Il robot umanoide più famoso di internet è passato dal provino al turno di fabbrica, e il datore di lavoro è anche il proprietario. Il 21 settembre Boston Dynamics ha aperto il Robotics Metaplant Application Center dentro lo stabilimento di Hyundai a Ellabell, in Georgia, dove si costruiscono auto elettriche. Lì Atlas sta imparando a ordinare i pezzi e a metterli nella sequenza giusta per il montaggio.
Dieci giorni dopo è arrivato il video che ha fatto il giro, girato in quello stesso capannone. Il mestiere che si vede non ha niente di spettacolare: spostare componenti, sollevare uno pneumatico, lavorare accanto ad altre macchine. Boston Dynamics ha scelto l’automobile come primo campo perché è il settore con gli standard di sicurezza e affidabilità più alti. L’azienda dice di avere ridotto del 60-80 per cento il costo di alcuni componenti nel passaggio dal prototipo alla produzione di serie.
Il curriculum e il posto fisso
I numeri circolati sono due. Hyundai conta di mettere al lavoro 25.000 unità di Atlas negli stabilimenti del gruppo e di Kia nei prossimi anni, e di costruire negli Stati Uniti una fabbrica capace di produrre 30.000 robot l’anno. L’assemblaggio dei componenti, il lavoro vero di una linea, è previsto entro il 2030.
Prima di prenderli per consegne, conviene guardare da dove escono. Sono le intenzioni dichiarate nel comunicato con cui Boston Dynamics ha aperto il centro, lo stesso che annuncia il trasloco del programma in un edificio più grande nel 2027. Il dato che manca è quello elementare: quanti Atlas stiano già lavorando nel centro della Georgia, un portavoce dell’azienda non l’ha detto.
Poi c’è il dettaglio che cambia la lettura di tutta la vicenda. Hyundai ha comprato Boston Dynamics nel 2021 e oggi la controlla per intero. L’ordine da 25.000 robot, quindi, è una decisione interna di un gruppo che compra da una propria società, non una commessa strappata sul mercato. Cliente e azionista coincidono, il che spiega perché l’ordine sia già enorme mentre l’addestramento è appena cominciato.
Dove va a finire il salto mortale
Per dieci anni Atlas ha fatto le capriole al Consumer Electronics Show di Las Vegas e ha intrattenuto il pubblico ai mondiali di calcio. Quelle acrobazie non erano il prodotto, erano il materiale promozionale che teneva alta la valutazione dell’azienda mentre il prodotto non c’era. Adesso che c’è, l’umanoide fa logistica di magazzino, e il mercato degli umanoidi viene proiettato a 200 miliardi di dollari entro il 2035, che è una previsione, non un fatturato.
La domanda che resta aperta non riguarda la tecnica, riguarda chi sta sulla linea accanto. Nessuno dei comunicati dice quante mansioni umane spariscono quando venticinquemila macchine entrano negli stabilimenti di Hyundai e Kia, e il centro della Georgia serve anche a raccogliere i dati che insegneranno ad Atlas le mansioni successive. Quando il periodo di prova lo valuta chi possiede sia il candidato sia la fabbrica, l’assunzione è decisa prima del colloquio.
Crediti immagini: Boston Dynamics



