Una perizia la paga sempre qualcuno, e di solito si vede. TikTok ha diffuso il 1 ottobre il suo rapporto sull’impatto economico negli Stati Uniti: l’attività legata alla piattaforma avrebbe generato 81 miliardi di dollari di prodotto interno lordo nel 2025 e sostenuto 410.000 posti di lavoro. Nel comunicato la ricerca viene definita indipendente. L’ha commissionata TikTok.
A firmarla è PF Global, che ha interrogato 11.123 adulti americani e oltre 5.000 imprese. Il metodo sta scritto nel rapporto. La cifra sul prodotto interno lordo nasce da una stima di quanto le imprese spendono in promozioni sulla piattaforma. Quella stima è costruita su dati di mercato comprati da terzi e su un rapporto fra ricavi e prodotto interno lordo, ponderato per i settori che fanno pubblicità. Sono stime su stime, non contabilità.
Chi tiene il metro
PF Global è il marchio sotto cui lavorano insieme tre società britanniche. Una è Public First, che fa ricerca, sondaggi e analisi di politiche pubbliche. Nel 2025 è entrata nel gruppo di Stonehaven, specializzata in strategia, comunicazione e pressione sui decisori pubblici, insieme alla società di sostenibilità Robertsbridge. L’operazione, chiusa a marzo di quell’anno, ha messo insieme 150 consulenti fra ricerca d’opinione, economia e comunicazione strategica.
Non serve dedurre a cosa serva quel lavoro, perché lo spiegano loro. L’amministratrice delegata di Public First, Rachel Wolf, dice che la società è nata per aiutare i clienti a costruire gli argomenti migliori possibili. Una ricerca uscita da lì non è falsa per questo: è un argomento messo in numeri, che è un’altra cosa da una misurazione, e va letta sapendo per chi è stata scritta.
Il confronto con il passato chiarisce quanto il perimetro conti più dell’economia. Lo studio precedente, firmato da Oxford Economics, attribuiva a TikTok 24 miliardi di dollari di prodotto interno lordo nel 2023. La direttrice di PF Global Damayanti Chatterjee ha spiegato che le due cifre misurano cose diverse. Il rapporto nuovo ha allargato il campione delle imprese e ha incluso effetti indiretti, come la spesa nei locali che la gente visita dopo averli visti in un video. Il triplo del valore non arriva da una crescita tripla: arriva da un righello più lungo.
A chi è indirizzata la perizia
Per anni rapporti del genere sono serviti a TikTok per sopravvivere al divieto americano. Quella partita è chiusa: il controllo della piattaforma negli Stati Uniti è passato a una società locale, la joint venture che oggi firma i comunicati, e il rischio di spegnimento non c’è più. La relazione sull’impatto economico resta un classico della cassetta degli attrezzi del lobbismo, cioè dell’attività di pressione sui decisori pubblici: la usa YouTube, la usano le associazioni dell’industria musicale.
Cambia il destinatario. Senza un divieto da scongiurare, i numeri servono a presidiare il terreno: le regole sui minori, la fiscalità digitale, le cause sul copyright, il commercio dentro l’app. Un’azienda che può dire di sostenere 410.000 posti di lavoro, e che il 76 per cento delle imprese presenti sulla piattaforma dichiara di dipenderne, si siede al tavolo con un argomento che un parlamentare fatica a liquidare. Soprattutto se quei posti stanno nel suo collegio.
I dati possono essere tutti corretti e il risultato resta quello che è: una misura che l’oggetto misurato ha ordinato, pagato e pubblicato per primo.
Crediti immagini: TikTok



