Il browser Arc non va in pensione il 22 dicembre: si spegne, e porta via gli account

Il 22 dicembre Arc smette di funzionare. Non resta installato senza aggiornamenti, non diventa un browser vecchio che qualcuno continuerà a usare per affetto: The Browser Company disattiva gli account e cancella i dati personali collegati entro i trenta giorni successivi, e da quel momento dichiara di non essere più in grado nemmeno di identificarli.

È l’unico modo pulito di chiudere un browser che non era un programma sul computer ma un servizio, e quasi nessuno se n’era accorto finché c’era. Dal 22 ottobre non si creano più account nuovi, come segnala Engadget.

Il calendario della demolizione

Le date sono scaglionate e non colpiscono tutti allo stesso modo. Il 23 novembre su Arc Search, l’app per telefono, si spengono le funzioni di intelligenza artificiale, il login e la sincronizzazione delle schede, mentre su desktop partono gli avvisi. Il 22 dicembre il browser si ferma su macOS e Windows, su Android sparisce dal Play Store e dai dispositivi su cui è installato, e su iPhone resta come browser ridotto, senza intelligenza artificiale e senza account.

Chi passa a Dia, il successore, si porta dietro password, cronologia, schede, estensioni e preferiti. Gli Spaces diventano profili, le cartelle diventano gruppi di schede. La motivazione ufficiale è il costo di tenere sicuro un browser nell’era degli agenti, e l’azienda sostiene che Dia sia nato per reggere gli standard di oggi, come riferisce TechCrunch. È una dichiarazione dell’azienda, non un dato verificato da terzi, e contiene un’ammissione interessante su cosa fosse diventato il prodotto che stanno spegnendo.

Era già morto a maggio del 2025

La notizia di ottobre certifica una cosa decisa un anno e mezzo fa. Nel maggio 2025 Josh Miller aveva scritto agli iscritti che il team aveva smesso di sviluppare funzioni nuove e si limitava ad allineare Chromium, il motore su cui Arc è costruito, e a tappare le falle di sicurezza. Nella stessa lettera c’era la diagnosi commerciale, formulata da chi l’aveva sbagliata: l’interfaccia di Arc chiedeva troppo, e una percentuale minima degli utenti quotidiani usava davvero più di uno Space, cioè proprio la funzione che la stampa di settore celebrava come rivoluzionaria.

Sempre di lì arriva la risposta a chi chiede perché non lo rilascino come software libero, ricostruita dal Register già allora. Aprire il codice di Arc significherebbe aprire anche l’ADK, il kit di sviluppo proprietario su cui girano sia Arc sia Dia, e quell’ADK è il patrimonio dell’azienda. Il browser morto resta chiuso perché il suo scheletro regge il vivo.

Chi ha comprato tutto questo, e quanto l’ha pagato

Qui si capisce di chi è la decisione. The Browser Company è stata comprata da Atlassian, l’azienda australiana di Jira e Confluence: annuncio il 4 settembre 2025, chiusura il 20 ottobre dello stesso anno.

Il prezzo sta nel bilancio trimestrale depositato alla SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati americani: circa 610 milioni di dollari, di cui 488,3 in contanti e il resto in azioni soggette a maturazione. La stampa ha ripetuto la cifra tonda, la nota contabile dice che un quinto buono di quei soldi è legato alla permanenza di chi è stato comprato.

Un’azienda di software aziendale ha speso mezzo miliardo per un browser di nicchia con un pubblico affezionato. Quattordici mesi dopo ne spegne il prodotto, tenendo quello che le serviva: il kit di sviluppo e le persone. Quanto grosso fosse quel pubblico, va detto, non lo sa nessuno: un numero di utenti di Arc non è mai stato pubblicato.

Dia nasce in un web che l’IA sta già svuotando

Il successore mette un assistente dentro la navigazione, nello stesso momento in cui i motori di ricerca si spostano sulle risposte generate e ai siti arriva una frazione dei clic di prima, cosa che Google evita di quantificare. Dia è lo strumento con cui l’utente smette di aprire le pagine e chiede a qualcun altro cosa c’era scritto.

Il 22 dicembre chi apriva Arc tutte le mattine troverà un programma che non parte. L’ADK invece continua a girare: è l’unica parte dell’operazione che Atlassian ha davvero comprato.

Immagini: The Browser Company

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